• victoria oluboyo

I media italiani sono razzisti, sessisti, omofobi e super classisti

Per questo motivo un discorso come quello di Fedez sul palco del 1 maggio ha potuto avere la risonanza che ha avuto ed essere accolto positivamente da tutt* (o almeno quasi)





Breve disclaimer:

Non voglio assolutamente attaccare nessuno con questa riflessione, ma analizzare quanto sta succedendo nelle ultime settimane nella tv italiana. Decostruendo pezzo per pezzo il razzismo, l’omofobia e il classismo presente nei media italiani.



Da sempre dico che l’Italia sia un paese razzista, sessista, omolesbobitransfobico e classista. Non c’è spazio per le persone che vengono costantemente marginalizzate all’interno della nostra società perché il nostro sistema è progettato per opprimerle, sfruttarle e marginalizzarle.


Negli scorsi giorni e settimane abbiamo assistito al razzismo nei media italiani e come questo non sia considerato un problema, anzi, viene costantemente rivendicato come diritto di libera espressione oppure come segno di comicità.


Il problema è immane ed è presente su larga scala.

È necessario analizzare 3 casi specifici accaduti nell’arco di due settimane che hanno coinvolto l’opinione pubblica italiana e internazionale per capire quanto sto dicendo.


  1. Il caso internazionale nel giornale satirico Striscia la Notizia e le finte scuse di Michelle Hunziker;

  2. Pio e Amedeo: la comicità dell'ignoranza dove è necessario usare epiteti razzisti, sessisti e omofobi;

  3. Fedez ed il suo discorso pro ddl Zan che ha fatto tutto tranne che incentrare il dibattito pubblico sulla norma ma ha creato un dibattito che ci potevamo risparmiare tra fazioni: Fedez vs Partito della Lega/RAI.


IL CASO INTERNAZIONALE DI STRISCIA LA NOTIZIA E LE FINTE SCUSE DI MICHELLE HUNZIKER


Il 12 aprile sulla rete televisiva Mediaset, nel programma “STRISCIA LA NOTIZIA” è andato in onda uno sketh “satirico” fortemente razzista svolto dalla conduttrice Michelle Hunziker e dal conduttore Gerry Scotti che li vedeva tirarsi gli occhi per mimare i caratteristici occhi a mandorla delle persone provenienti dall’Asia, simulando il loro accento mettendo di proposito nelle parole la L al posto della R.

Inutile dire che non sia cosa nuova per noi.

Puntualmente gli attivisti italiani denunciano e parlano di come il programma si nasconda dietro alla satira per promuovere il razzismo, restando di fatto però sempre inascoltati.

Questo caso specifico però, è stato diverso.

Solo una settimana prima sempre in nome di un a presunta satira inesistente il programma aveva definito i bambini neri come “ne*ri”.


Il giorno dopo la pubblicazione del servizio, lo scrittore francesce Louis Pisano non è rimasto a guardare, si è messo a denunciare pubblicamente quanto stava accadendo. Le sue parole e post sono stati poi condivisi dalla pagina Istagram @Diet_prada che ha blastato il programma televisivo con questo post.




La reazione di condanna a livello internazionale non si è fatta attendere e Michelle Hunzkier ha dovuto fare delle pubbliche scuse, ma le ha fatte in modo particolare:

- In lingua inglese;

- Scusandosi solo per gli slur razzisti cinesi;

- Si è giustificata affermando che tutti sbagliano.


Il problema delle sue scuse fortemente false risiede nel fatto che, le ha fatte semplicemente perché vi è stato un call out internazionale di indignazione per le parole e i modi di fare razzisti. Non erano scuse reali perché ha continuano nei giorni a susseguirsi a difendersi affermando che ha amici cinesi e ha discendenti di origine cinese, pertanto, non potrebbe mai offendere nessuno. Dall’alto del suo privilegio ha voluto sistemare la questione in lingua inglese perché non ha ritenuto di rilevante importanza scusarsi con gli italo-cinesi, ma con l’opinione pubblica internazionale per salvaguardare la propria immagine, e come ultima ciliegina sulla torta, una settimana dopo su Striscia la Notizia ha fatto mandare in onda un servizio fatto ad hoc sulla Rai, nel quale si affermava che l'emittente televisiva pubblica avrebbe fatto cose peggiori e più razziste del suo programma ma che in questo caso l'opinione pubblica internazionale è stata in silenzio. Il servizio in questione è continuato con un finale delirante che richiamava una teoria complottistica che affermerebbe che l’attacco mediatico l’ha avuto in quanto moglie di Trussardi perché si voleva attaccare Trussardi nelle vendite.


Si, anche io sono rimasta scioccobasita.


Da quel momento in poi toglie il video scuse dal proprio feed come se nulla fosse.


Puntualizziamo una cosa: Il programma, Michelle Hunziker insieme a Gerry Scotti sono talmente tanto intrisi dal proprio razzismo che pur di non chiedere scusa hanno mostrato il peggio di altre trasmissioni senza fare un adeguata autocritica. Trovare modi continui per giustificare l’ingiustificabile tornando sull’argomento, cercando di avere ragione non solo è un comportamento che neanche mio cugino di 6 anni farebbe, ma vuole costantemente SMINUIRE chi da questo sketch si possa essere sentit* offes*.


Le scuse sono false perché i due coconduttor* hanno chiesto scusa, ma di base il programma non l’ha fatto, paragonando gli stereotipi presenti nel mondo sugli italiani e sugli occidentali a quelli delle altre comunità.

Per qualche strano motivo che ancora non ho capito la satira dovrebbe equivalere all'offendere le persone, secondo il programma. Si dimenticano però un concetto fondamentale ovvero che la libertà di stampa e di pensiero è fondamentale ed è sempre garantita purché si porti rispetto.

Sarete mai in grado di far ridere senza offendere gli altri?


PIO E AMEDEO E LA COMICITA’ DELL’IGNORANZA: QUANDO DIRE FR*IO E NE*RO NON È IMPORTANTE PERCHE’ BASTA L’INTENZIONE


Non mi dilungherò molto sui due personaggi che hanno fatto la loro fortuna e fama cavalcando gli stereotipi della nostra società fomentandoli e nutrendoli.


Il giorno del mio compleanno il 30 aprile, ho dovuto sentire per l’ennesima volta che la libertà di pensiero passa attraverso le parole, che si dovrebbe poter dire tutto perché il problema è l’intenzione, quindi non bisogna offendersi se si utilizzano queste parole.


COSAAAA??? (Si ancora scioccobasita). Inutile dire che ho avuto il dente avvelenato per tutta la serata.


Viviamo in una società dove l’unico modo per ridere, è fare battute sessiste, omofobe e razziste. Dove per fare una battuta bisogna per forza aggiungere la parola NE*RO oppure FR*CIO perché altrimenti non fa ridere.


Perché a quanto pare è divertente utilizzare una parola che per secoli è stata utilizzata in modo denigratorio per opprimere, ridicolizzare, schiavizzare e schernire le persone nere.

La parola “NEGRO” veicola un messaggio di giudizio di inferiorità fisica, intellettuale e morale, sentire costantemente e incessantemente quella parola è sconfortante perché è associata all’odio, all’oppressione e alla sottomissione delle persone nere e rievoca episodi della MIA INFANZIA E ADOLESCENZA infanzia che mi hanno fortemente traumatizzato in cui sono stata chiamata per anni “SPORCA NEGRA”(non entrerò più nel merito).


Non è una questione di essere politicamente corretti ma di rispettare le persone perché se in prima visione non dite PORCO D*O NON DOVRESTE DIRE NEMMENO ALTRE PAROLE ALTRETTANTO OFFENSIVE PER ALTRE PERSONE.

Il concetto dovrebbe essere chiaro ma purtroppo non lo è.


FEDEZ ED IL SUO DISCORSO PRO DDL ZAN CHE LO HA RESO EROE NAZIONALE SPOSTANDO IL DIBATTITO PUBBLICO DAL DDL ALL' #IOSTOCONFEDEZ


Ieri su Rai 3 è andato in onda il concerto del Primo Maggio.

Prima di iniziare a cantare Fedez ha fatto un discorso denunciando i vertici di Rai3 sul controllo e la censura che avrebbero voluto fare sul suo discorso incentrato sul DDL Zan, e i politici della lega che starebbero bloccando in Senato la sua approvazione.


Tutto molto bello e costruttivo se non per il fatto che più che del disegno di legge oggi sento parlare solo del dissing Fedez vs Lega/RAI.


Il suo discorso si è basato principalmente sugli slur omofobi che il partito della lega ha riservato verso la comunità LGBTQIA+ negli ultimi anni.


Questo modo di raccontare però l’omobilesbotransfobia è fondamentalmente errato perché aumenta la convinzione che l’omofobia sia solo negli ultra conservatori che urlano “al fuoco gli omosessuali” quando in realtà sono presenti tantissime sfumature di discriminazioni in base all'orientamento sessuale che si presentano spesso anche da chi apparentemente dovrebbe essere considerato un alleato in modalità subdole.

ES. Un'importante attivista qualche settimana fa ha pubblicato nelle sue stories un audio nel quale affermava che vorrebbe essere lesbica per poter condividere con la sua dolce metà donna i discorsi femministi

... Si avete capito bene, no comment.


Evidentemente le persona in questione super seguitissima si è dimenticata che oltre al pacchetto empowerment è presente anche il pacchetto insulti e minacce di morte tanto per cominciare.


Ma andiamo avanti ...


Il suo discorso ha completamente ignorato di fatto che oltre a tutelare la comunità LGBTQIA+ questa sia una norma che ambisce anche a tutelare le donne e le persone disabili; estromettendole dal discorso di fatto è diventato semplicemente un discorso incentrato sull’odio della Lega contro i gay e le frasi omofobe che hanno detto nel corso degli anni. Praticamente Fedez che fa un dissing alla lega per arrecare un danno di immagine al Partito.


Dal momento in cui hai il privilegio e la possibilità di stare su quel palco mi sarei aspettata un discorso più inclusivo. E' inutile dire che ha ridato la voce alle categorie oppresse e marginalizzate smascherando il sistema di cui lui stesso fa parte e dal quale lucra quotidianamente.

Il proprio privilegio si usa concretamente per aiutare qualcuno nel momento in cui si mostrano le persone invisibili, si portano sul palco e si lasciano parlare. Altrimenti vuol dire semplicemente impossessarsi delle battaglie altrui, rendendosi protagonista facendo di fatto tutt'altro: una campagna elettorale su se stessi e sulla propria immagine.

Ad oggi il dibattito è fermo ad un #iostoconfedez come se avesse smascherato chissà quale sistema.


Questo è accaduto perché di norma e da sempre questi spazi vengono conferiti a personaggi dello spettacolo che hanno il privilegio di poterci salire. Definirlo l'eroe di cui abbiamo bisogno e l'uomo coraggio lo trovo alquanto esagerato e fuori luogo.


Non vi è nulla di coraggioso in quanto Fedez non ha perso nulla, non rischia nulla, ben diverso dal caso dell'afroamericano Colin Kaepernick che ha perso tutto perché credeva in quello che stava facendo.


Fedez ha fatto una cosa lodevole e giusta, direi la cosa giusta al momento giusto.

Ma allora perché è completamente sbagliato?

Perché si tratta di attivismo PERFORMATIVO.


Nelle ultime settimane tutti vari influencers hanno fatto la fotina con su scritto DDL ZAN ed una frase che diceva di approvarlo subito inclusa la Mussolini e compagnia bella che da sempre è stata contro, ma come mai tutto questo interessamento negli ultimi tempi?

Molto semplice: visibilità, followers e consenso.


Tutto questo diventa molto problematico perché come accaduto un anno fa per #BLACKLIVESMATTER si da autorevolezza e importanza ad un fatto solo quando determinate persone si espongono.

Persone possibilmente bianche e ricche.

Per questo motivo Chiara Ferragni è stata definita paladina dell'antirazzismo nonostante non avesse minimamente indirizzato la questione razziale italiana e le sue problematiche, allo stesso modo oggi Fedez diventa l'eroe della comunità LGBTQIA+ quando si impossessa di ciò che hanno detto fino a poco prima i vari attivist* senza dargli credito.

Prendendosi i meriti di una lotta di cui fondamentalmente poco si conosce.



Il fatto che una lotta, una battaglia ed un ideale venga preso in considerazione solo se determinate categorie di persone preferibilmente bianche e ricche ne parlino mi fa paura e mostra come oggi l'Italia sia fortemente attaccata allo status sociale delle persone per prenderle sul serio.

THIS IS CLASS PRIVILEDGE.


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